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Gerard Deulofeu seduto accanto a Sergi Busquets nel giorno della sua prima convocazione con la prima squadra.

La storia di Cesc Fabregas è nota anche ai muri. È quella del ragazzo che lasciò Barcellona sua a 16 anni per poi cercare in tutti i modi di farvi ritorno, perché , parafrasando Dorothy Gale, “Nessun posto è come casa”. Il guaio è che lasciare la Spagna è estremamente facile per un calciatore minorenne, tornarci lo è un po’ meno. Colpa delle regole che vietano alle società calcistiche della Lfp di far firmare un contratto professionistico ai propri giocatori prima del compimento dei 18 anni.

Regole che l’Arsenal conosce bene e che continua a sfruttare senza alcuna vergogna. L’ha fatto con Fabregas nel 2003, l’ha ripetuto con Fran Merida due anni dopo, e ha fatto doppietta pochi mesi fa con Hector Bellerin e Jon Toral. A La Masia crescono talenti, e poi se li vedono portar via dai Gunners. Il vero problema è che ora Wenger ha messo gli occhi addosso a Gerard Deulofeu, classe 1994, talento purissimo della cantera blaugrana e dell’Under 19 spagnola, che quest’anno ha esordito col Barcellona B e con la prima squadra. Di lui dicono che ricordi Ronaldinho e Messi, quel che è certo è che si tratta di un potenziale fuoriclasse, velocissimo e con un grande dribbling.

L’Arsenal lo tenta con un contratto che il Barça non può offrirgli almeno fino al prossimo 13 marzo, quando Deulofeu compirà 18 anni. Se lui ci pensi o meno non è dato saperlo, se dovesse un giorno pentirsi di aver accettato la corte di Wenger nemmeno. Le esperienze di chi l’ha preceduto (Fabregas, ma anche Piqué), dovrebbero suggerirgli pazienza. Il Barcellona punta fortissimo sui suoi giovani e il suo futuro in prima squadra sembra già scritto. Si tratta solo di saper aspettare, e un giorno Gerard potrebbe giocare al fianco di Lionel Messi.

Chieda a Fabregas cosa è meglio: se la pioggia di Londra o il sole di Barcellona, se la più bella incompiuta d’Europa o la squadra più forte del mondo. Oppure chieda a Piqué, che si chiama Gerard come lui e che come lui e Fabregas è catalano, cosa significa vestire la maglia della tua squadra, della tua nazione, della tua vita.

GERARD DEULOFEU, IL NUOVO FENOMENO DELLA CANTERA BLAUGRANA

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